Il piano editoriale è (quasi) morto

Premessa: da un po’ ho cominciato a occupare il tempo libero in auto ascoltando podcast. Così ho pensato “perché non registrarne uno anche io dalla macchina?”.(Se lo sai già, salta pure il prossimo paragrafo e passa alla fine)

—- perché un podcast anche io blah blah —

Così quello che molti fanno su Snapchat o Instagram Stories mentre vanno in giro a piedi o in bici, a slot di dieci/quindici secondi e inquadrandosi la faccia, io lo registro — solo audio ovviamente — a slot di cinque minuti, grazie ad Anchor, una app che ti consente di fare tutto (perfino inserire stacchi sonori) guardando la strada. All’inizio ero indeciso se pubblicarle davvero in un podcast permanente (gli audio di Anchor di loro si cancellano dopo 24 ore), visto che nel mio caso non c’è intro con voce suadente, non c’è copione provato prima (se non a volte un post-it attaccato al cruscotto), ci sono a volte rumori di clacson e anche pause imbarazzanti in cui mi fermo perché magari un TIR sta cercando di uccidermi. Poi ho pensato chissenefrega: nessuno è obbligato ad ascoltare, e la spontaneità ha i suoi vantaggi. È come se le decine di post in bozze di questo blog potessero uscire in un formato diverso, a bassa fedeltà. Devo dire che l’allenamento aiuta: più ne fai, più diventi bravo, anche a non vergognarti della tua voce – che pare essere la cosa più comune dell’universo. Inoltre, siccome i numeri delle visualizzazioni sono comunque bassi nei podcast, è qualcosa di divertente che fai più per te stesso (fissare pensieri) e gli altri (condividere riflessioni) che per chissà quale politica di personal branding – che detesto da sempre.

—- fine del perché un podcast anche io blah blah —

La penultima puntata (l’ultima è sul QR Code, dove la notizia è che per una volta non lo condanno) è sulla quasi morte del piano editoriale. Anche oggi Kaushik ha scritto (la (ri)tocca piano, dopo un altro post simile di qualche tempo fa che vi consiglio assolutamente):

«There is absolutely no reason your company should post any organic content on Facebook – or any Social Media channel»

Io sono, ovviamente, completamente d’accordo, e ormai da più di due anni. L’epoca dei social free e dei calendari da riempire con il post quotidiano è finita da tempo, ma facciamo finta tutti di niente. È ora di ripensare a contenuti, engagement e piani editoriali avendo in mente 1) il customer journey, 2) l’effettivo valore che sto cedendo alla mia audience (“useful, entertaining, informational content and real things”), 3) la produzione di contenuti che prediliga la qualità sopra la quantità, magari facendosi guidare dal paradigma Hero, Hub, Help, ancora un illustre sconosciuto anche nelle agenzie più blasonate 4) l’uso dell’adv per indirizzare meglio il contenuto giusto all’audience giusta nel momento giusto.

Se vi interessa ascoltare cosa ho da dire clicca qui sotto, dura circa 15 minuti.

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Per altri modi per ascoltare il podcast e iscriversi da smartphone, c’è questa pagina.