Il tramonto del megabrand e il brodo primordiale dei microbrand

Che bisogno c’è di avere un marchio preferito quando con Google o Amazon possiamo sceglierlo sul momento e per il momento? E allora lentamente i megabrand si dissolvono, perché diventa inefficiente il broadcast pubblicitario che ne aveva fatto la fortuna. Ma allo stesso tempo nascono nuovi brand, più piccoli, più di nicchia. E i nuovi megabrand sono gli strumenti che usiamo ogni giorno per scoprire i microbrand: Facebook, Amazon, Google, Apple.

“Qual è il tuo brand preferito nel fashion?” “Uhm, uhm”. La studentessa all’esame non si aspetta una domanda fuori copione. La tranquillizzo – “la domanda non farà media, non si preoccupi”. Si rilassa: “Nessuno in particolare, cioè, dipende, nel momento in cui ho bisogno di qualcosa. Ma non è che nel resto del tempo ci penso più di tanto. Forse, ecco, Instagram vale come risposta?”.

I segnali di tramonto del brand tradizionale sono attorno a noi. Vale per gli hotel, per la moda, perfino per la pasta. Uno studio pubblicato negli Stati Uniti indica come il numero di persone abbienti che riesce a indicare precisamente un brand “preferito” in alcuni settori è diminuito anche del 50 per cento.

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