Di rado pubblico infografiche e schemi altrui qui, preferendo lasciare andare i pensieri (miei) in libertà sulla tastiera (ho sempre scritto che questo blog lo tengo per me, e non per chi legge, in una sorta di terapia psicologica, ed è vero). Tuttavia questa settimana mi sono capitate davanti due esemplificazioni molto poco fuffose e stranamente collegate tra loro, una riguardante qual è il ruolo del contenuto rispetto al customer journey (cioè quanto siete lontani dall’acquisto, il sacro graal di ogni ecommerce manager), l’altra riguardante il rapporto tra il contenuto e il posizionamento in Google.
Sul primo, si tende spesso a produrre contenuti “belli” senza pensare che non stiamo in gara per il premio Strega o per il David di Donatello (dico nomi a caso, non so nulla di queste cose) ma per vendere una minestrina in più o far provare un SUV in più in concessionaria.
Sul secondo punto, si è sviluppata una corrente di pensiero che punta al contenuto come strumento di marketing sempre e comunque, come se fosse davvero possibile che ogni azienda diventi un editore e che soprattutto ogni tipo di contenuto (e di posizionamento su quello) sia contendibile da un’azienda.
Ecco il primo schemino, sufficiente semplice da permettermi di non spiegarlo (che devo correre a prendere un treno).

via Eword
Ed ecco il secondo, veramente geniale.

6 Foolproof Ways to Rank for Any Search Term http://t.co/dvsMPqzhPX pic.twitter.com/kCcBItg12x
— Buffer (@buffer) March 10, 2015
Su questo tema vi interessa forse un altro mio post sul content marketing.
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