Capire chi vi copia (e ringraziarlo)

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C’è una paranoia ricorrente di chi produce contenuti: essere copiati. Io credo sia inevitabile, se quello che crei ha un qualche valore per qualcuno. Analogamente, il metodo più sicuro per non essere copiati è creare qualcosa che non interessa a nessuno.

Io non ho mai invece temuto particolarmente questa possibilità, essendo un sostenitore della tesi che dice che la funzione fondante di internet è il copia e incolla, che è molto più “virale” di qualsiasi bottone social presente e futuro. Insomma, è inevitabile. Naturalmente, se c’è qualcuno che con mezzi meccanici ripete i vostri contenuti sul proprio blog mettendoci pubblicità, be’, non dico di essere zen e non dire nulla. Questo è scorretto e amen. Amo il copia e incolla manuale.

Ho sempre un brivido di piacere quando noto che qualcuno ha fatto un copia e incolla di parti dei miei post, o di post interi. E sapete dove lo incollano? Sulle email. O lo piazzano, con il link, su Whatsapp (ed è per questo che se leggete questo post da mobile, vedete il tasto condividi su Whatsapp).

Come lo so che succede, e che forse proprio anche tu, lettore, sei un valoroso copiatore? Esiste un tool, con plugin per WordPress che aggiunge in automatico il link al post o alla frase copiaincollata, inserendo un tag numerico alla fine per identificarne eventuali visitatori in arrivo, anche su email “private”. E ogni settimana vi dice quante volte i contenuti sono stati copiati e su quali piattaforme.

Questo è anche estremamente interessante per capire in quali social network impegnarsi. Per esempio, io, a spanne, sottovaluto sempre Linkedin, che invece porta link e traffico (e pure i forum), e sopravvaluto Pinterest (che ha link ma non ottiene mai visite).

Ultimo ma non ultimo: il link che viene aggiunto ai contenuti copiaincollati è utile per fare indicizzazione nei motori di ricerca, quando vengono incollati su piattaforme pubbliche (e che altrimenti, anche in buona fede, il copiatore avrebbe dimenticato il link alla fonte).

Volete sapere, giustamente, come si chiama questo tool: è Tynt.