Perché lo spam e il volantino funzionano

carrello crisi

Come sapete, credo che ogni cosa vada spiegata partendo dal modello di business e dal ritorno (economico o meno), che assieme determinano le motivazioni, le quali consentono di superare la pigrizia.

Per noi, gente informata, impegnata e indaffarata, ecologicamente responsabile, che sappiamo di big data, di segmentazione, di conversazione, di community, di marketing one-to-one, che abbiamo le app che ci dicono quante calorie hanno le gallette di mais inquadrando il codice a barre, per noi il signore di colore che passa a imbucare il doppio volantino nella buchetta (doppio perché così finiscono prima, e lui è “pagato” a volantini distribuiti) è incomprensibile. Eppure.

Sono bagigi i manager della grande distribuzione? Aspettate prima di urlare sì (anche se in alcuni casi, forse avreste pure ragione).

Ho fatto due conti.

Un volantino costa — forse — 10 cent a stampato. Distribuirlo costa — forse — 5 euro all’ora. Il che significa che posso distribuire, alla velocità di 1 volantino ogni 10″ = 6 minuto = 360 volantini all’ora. Il costo di distribuzione è di 1,4 cent a volantino. Ok, raddoppiamolo per il costo del caporalato, facciamo che viene un totale di 15 cent a volantino.

Ora, uno scontrino medio di un supermercato di zona, sarà almeno di 30 euro (posso sbagliare, ma per capirci).

Qual è la redemption necessaria per copertura finanziaria minima dell’operazione?

È facile, basta uno su 200 (e quell’uno è assicurato, è la vecchietta in fondo alla strada)

CVD. Non è detto che la supersegmentazione funzioni, non è detto che lo spam funzioni. Dipende tutto dal costo e dal ritorno. Lo spam costa pochissimo, per questo ce lo troviamo ancora dopo venti anni nell’email. E perciò basta poco per avere un ritorno positivo. Idem per i volantini. Che poi le implicazioni morali ed ecologiche della cosa non siano incoraggianti e meritorie, questo è un altro discorso. Il liberista che è in me direbbe che chi fa volantinaggio dovrebbe coprire le spese di riciclo della carta (e di non riciclo) e la copertura sanitaria di quei disgraziati sfruttati che li distribuiscono, per calcolare un vero prezzo di mercato nei confronti della società, includendo le esternalità negative.