Come usare o non usare il QR Code: l’osservatorio QR

Dopo aver trattato di QR code su questo blog in modo incidentale (in Stazione Centrale a Milano, in metro, al centro commerciale, nel post corso Digital Update, guardando le riviste) qualche mese fa a me e Claudia è venuto in mente di farne un progetto ad hoc: controllare sistematicamente tutti i QR code (e dove puntano, soprattutto, che è la parte divertente) che ci capitano a tiro, e farli testare pure dai nostri indefessi contributor. Insomma, è noto che io al QR code credo poco, ma credo pure che il QR code sia più una vittima che il colpevole dei misfatti del marketing.

Cioè, il QR code è un facilitatore, non un motivatore. Ho parlato una volta della legge universale di qualunque cosa, la legge di Fogg (detta anche da me la legge dello sbatti vs voglia/necessità): vale anche per questo (del resto, vale per QUALSIASI COSA).

legge di fogg

Quello che si desume dall’osservatorio è una scala di fail variabile:

  • QR code “non si capisce perché dovrei usarti”
  • QR code che non funziona (più, magari perché è scaduto il termine d’uso del sito che l’aveva creato)
  • QR code che punta su sito inesistente o con un link errato
  • QR code che punta a sito non ottimizzato per il mobile (ma santoddio, dove pensate che sia usato un QR code, con un desktop a passeggio?)
  • QR code che puntano allo stesso testo indicato a fianco al QR code
  • QR code che puntano a un video privato di YouTube
  • QR code attaccati alle chiappe

Ma anche qualche caso di utilizzo ben pensato, con una giusta motivazione all’uso per l’utente.

E poi la chicca: il massimo dell’ilarità è stato raggiunto da questo QR visualizzato nel video di seguito, lo sfregio massimo all’esperienza utente.

Quindi, non perdete tempo, seguite l’Osservatorio QR e mandate le vostre esperienze!

(sto pensando di inserirlo nella newsletter settimanale di [mini]marketing, siete d’accordo? Fatemi sapere. E no, l’università dell’Alta Lunigiana non esiste in realtà, ma è un bel posto in cui andare)