Fare social media marketing per il vostro hotel con 30 minuti al giorno

2014-04-21 12.23.27

Spesso, durante sessioni di affiancamento e consulenza, invito i social media & digital manager ad andarsene lontano dalla scrivania e farsi un giro (nei negozi, nei dintorni, nel reparto produzione, negli show room, ecc. ecc.). Stare seduti davanti a Facebook è il modo per non essere efficienti su Facebook (e su qualsiasi altro social media). Guardate le persone: si muovono, prendono ispirazione da ciò che vedono, fanno, incontrano.

Spesso però, in alcuni settori con aziende molto piccole (turismo, per esempio), il problema è che il social media manager è anche troppo coinvolto nell’azienda: è difficile preparare il caffè, pulire la piscina o consegnare le chiavi al cliente mentre si è in giro a prendere ispirazione, fare foto e girare video.

E allora che si fa? Si valorizza il lavoro degli altri, che non vuol dire rubare, significa citare, linkare, embeddare, citare, menzionare. E aggiungere qualcosa.

Qualche giorno fa ero a Volterra in un hotel, perché un anno e mezzo fa avevo fatto, nell’ambito di un’iniziativa all’interno di Internet Festival a Pisa, un baratto informale, consulenza vs soggiorno. Così quando ho riscosso il mio coupon, ho fatto di nuovo volentieri due chiacchiere con il team dell’hotel: il problema, come sempre, è trovare il tempo, l’ispirazione, una strategia, un format.

Gli ho consigliato alcune tattiche:

1. Tagliare i rami social secchi: Twitter e Google Plus, Youtube e Pinterest. Non sono coerenti con i contenuti che un hotel può oggettivamente creare. Ho salvato Facebook, Tumblr/WordPress e Instagram, oltre all’email. Attenzione, questo non significa disinteressarsi di quei luoghi: significa non impegnarsi nella pubblicazione, non cercare di avere follower e ritorno, ma continuare a usarli come miniera. Miniera di che?

2. Le miniere sono i contenuti che i loro clienti, ma in generale i turisti, creano in una zona come quella. Tanti, belli, insoliti, diversi dalle brochure stantie, ma soprattutto “da completare”. Ma andiamo per ordine. Bisogna impostare delle ricerche. Sicuramente il nome della località e delle attività tipiche in zona. Un altro metodo è usare Google per completare le ricerche e trovare ispirazioni su punti di forza e di debolezza: scrivete cose del tipo

Why Volterra is…

Volterra is so…

Is Volterra… ecc.

(nel nostro caso, ho trovato che molta gente cercava Volterra in quanto vi è ambientato un libro da cui prende origine la famosa saga di vampiri per teenager “Is Volterra a real city”)

3. Occorre quindi impostare un sistema che trovi i contenuti creati in zona, o correlati con quello che le persone cercano della zona. Come si fa?

  • Attraverso Followgram posso cercare per hashtag simili tutti i contenuti di Instagram locali taggati con tutte le tag possibili e immaginabili, e ve le suggerisce lui (Followgram è una schiappa per gli utenti, ma è figo per le ricerche e per l’uso business)
  • Con Worldc.am posso trovare le foto di Instagram geolocalizzate in punti di interesse nella zona, anche se non hanno hashtag. Instagram usa i punti di interesse di Foursquare, cioè anche il vostro hotel, quindi
  • In IFTTT posso impostare che ogni foto Instagram geolocalizzata in un raggio di n chilometri da un punto possa essermi spedita via email o salvata in una cartella Dropbox
  • Su Pinterest posso trovare board geolocalizzate o cercare per hashtag, e vedere cosa salvano le persone (e cosa gli interessa quindi) prima del viaggio. Abbiamo trovato board su cose da fare a Volterra e dintorni.
  • Su Tumblr abbiamo trovato invece tante citazioni cinematografiche: gif animate di film. Perché non utilizzarle? Va a finire che il teenager di Philadelphia obbliga il suo papà a dormire a Volterra anziché a San Gimignano.
  • Anche su Foursquare ci sono foto di location in giro e nell’hotel. Su Twitter probabilmente troverete poco, ma impostare alcune ricerche salvate non vi costa nulla.

4. Questi contenuti sono da completare, sono titoli di componimenti da scrivere: le ricerche sopradescritte occupano al massimo 5 minuti. Ve ne restano 25. Qui viene fuori se conoscete davvero il vostro territorio e siete consci di ciò che porta le persone da voi (sì, Booking, il prezzo, il letto comodo e tutto il resto, ma intendo quello che viene prima).
Trovate una-foto-una al giorno. Può essere vecchia. Può essere fuori stagione, non importa. Deve catturare la vostra curiosità, mettendovi il più possibile nei panni del visitatore che non sa nulla. A Volterra una delle cose più fotografate è un enorme anellone sopra una collina, e l’hotel mi ha spiegato cos’era.
Ogni foto può essere lo spunto per un post su Facebook, aggiungendo 200 caratteri e indicando cos’è, perché dovrebbe interessarti, le curiosità, quello che non si legge su WIkipedia, ecc. ecc.
Se il contenuto è più interessante e siete ispirati, e se riuscite a scriverne almeno 500 battute, fatene anche un post su di un blog, servirà per Google e poi per riciclare contenuti per la newsletter.
Per Instagram usate PhotoRepost o similari app, e scrivete più che potete nella descrizione, avete 2000 caratteri, usateli.
Non dimenticate mai di chiedere o avvisare dell’utilizzo il legittimo proprietario, con un commento, un reply o un messaggio. Potete pure migliorare la foto con qualche filtro. Non scordate gli hashtag, ovunque.

5. La domanda che sorge spontanea è: avete davvero bisogno di immergervi in questo storytelling un po’ parassita ma che valorizza i contenuti altrui per fare content marketing del vostro hotel? Non c’è mai una risposta valida per tutti. Dipende da quanto volete farvi collegare al territorio e quanto vi serve sembrare un unicuum con l’esperienza locale, quanto vi conviene in termini di vendite essere reputati competenti per i desideri dei “residenti temporanei” e non solo dei rifugi per chi vuole essere semplicemente turista, e vuole solo dormire bene da qualche parte, senza essere scocciati dal vostro storytelling. Per sapere questo avete bisogno di un algoritmo (ok, test a punti) che sto elaborando: è buono per un prossimo post. EDIT: ora c’è un TEST!

Se vuoi saperne di più, magari puoi chiedere di persona al Digital Update Travel: trovi informazioni sulla pagina del corso.