Ecommerce a Km zero

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Uno degli argomenti a cui dedico parecchio spazio nel mio libro Social Commerce è l’emergere di ecommerce in cui la piattaforma online viene usata per vendere cose che arrivano a volte da poche centinaia di metri dal compratore. Un’assurdità? Tutt’altro. Il digitale serve sempre più a facilitarci la vita, indipendentemente da dove siano i prodotti che vogliamo acquistare. Viene meno il concetto di ecommerce come legato necessariamente a un prodotto difficile da reperire o quasi esotico.
La verità è che sempre più l’ecommerce è servizio e non commercio vecchio stile offline. Cosa c’entra però il social con questo tipo di ecommerce? C’entra, in quanto nel business model canvas di questi esperimenti molta parte dell’equilibrio è tenuto in piedi dallo scambio etico e valoriale, dalla consapevolezza dell’importanza sociale — intesa come “a favore della società” — dell’esistenza di queste forme di supporto all’economia locale.
Approfittando della mia convalescenza (vedi) ho provato ad acquistare nella versione emiliana di quello che a Roma è rappresentato da Zolle o a Milano da Cortilia, La campagna di casa tua. Come è ormai lo standard, questi modelli di ecommerce chiudono le prenotazioni a metà settimana e consegnano il venerdì. In attesa di vedere i prodotti, lascio alcuni consigli non richiesti sul sito e modello di business.

  • il fatto che non ci sia un ordine minimo è buono, ma ci dovrebbe essere una soglia oltre la quale la consegna è gratuita
  • non esiste una modalità social di autenticazione, e la registrazione è obbligatoria, il processo abbastanza lungo
  • se inserisco un nuovo indirizzo di spedizione, mi aspetto che diventi quello di default automaticamente
  • se mi autentico con il mio account, perché mi fa ricominciare al carrello?
  • interessante il pagamento alla consegna senza spese. Ma forse per chi paga anticipatamente dovrebbe essere previsto un vantaggio
  • manca il racconto continuativo. Chi sono i produttori? Perché dovrei spendere di più che alla coop per avere i loro prodotti?
  • manca una socializzazione sul sito, dei social proof: chi ha comprato questo, ne è stato soddisfatto? Dei testimonial, insomma.
  • il suggerimento a formare gruppi di consegna è timido, probabilmente dovrebbe essere più incentivata
  • manca il salvataggio della spesa standard: probabilmente mi farebbe comodo partire, la settimana successiva, dall’ordine della settimana precedente e aggiungere o togliere qualcosa
  • manca una cassetta mista di verdura e frutta suggerita, per compratori frettolosi
  • manca una proposta di abbonamento, per chi si dimentica o non ha voglia di scegliere ogni settimana