Un’idea per una libreria online di ebook (e no) diversa

by @lapaolina

Ragionavo tra me e me, tempo fa, su quanto sia difficile differenziarti, soprattutto online, se vendi le stesse cose, allo stesso prezzo, con gli stessi sconti, nello stesso momento di tutti gli altri. E se uno di questi altri si chiama Amazon, che gode del Vantaggio dell’Ecosistema Facilitato (VEF) (oltre che di economie di scala e di scopo), le cose si complicano ulteriormente.

Il VEF è una cosa spesso ignorata dai marketing manager ottimisti o dissennati: le persone valutano, nella considerazione prezzo vs prodotto, anche il fattore tempo, apprendimento e sbattimento, sia in termini di sforzo mentale che di rischio di errore o fallimento del processo di acquisto, che richiede poi ulteriore tempo per essere sistemato. Il VEF, inoltre, per sua stessa natura, finisce per essere spesso unico in un mercato, o al massimo duopolista.

Nel settore degli ebook, ma anche dei libri, in pratica, nessuno può battere Amazon sul suo terreno: si può al massimo sperare che A. sia un rompighiaccio talmente potente da aprire il mercato come una scatola di tonno (cit.) e sperare poi di leccare un po’ la lattina quando il predatore alfa se ne è disinteressato.

Altre volte si spera che creare un customer care migliore del competitor del VEF possa farti preferire da parte del cliente: ma, soprattutto in Italia, comprare un prodotto pensando che qualcosa vada storto, e quindi pagarlo di più per questa assicurazione, è considerato non intelligente (vedi il mercato delle ADSL e dei domini). In generale, l’italiano prima sceglie al risparmio poi si lamenta del customer care: è così, facciamocene una ragione. Il customer care migliore (lo dico a malincuore) sui prodotti commodities non ci fa vendere di più, o almeno non tanto di più da coprirne il costo: quindi avere librai disponibili ad aiutarti a scaricare l’ebook o altro non ti farà svoltare: non è scalabile, e non è efficiente né efficace.

Allora, la mia umile proposta: ho l’impressione (da verificare con apposite ricerche) che ci sia una fascia di possibili lettori — possibili, ora inattivi — che non leggono (e non comprano) perché hanno soggezione, sono come quelli — come me — che non capiscono niente di vino alle prese con la carta dei vini o con descrizioni talmente astruse da risultare incomprensibili.

Servono delle guide. Eh, direte voi, non è quello che fanno le librerie online, ci fanno i post di presentazione delle uscite, delle ristampe, delle promozioni illustrando scrittori e tutto il resto?

Io pensavo a qualcosa di diverso, in cui mi iscrivo a un percorso, che incidentalmente comporti anche il download di libri digitali inclusi nel prezzo. Un percorso formativo: “Montale dalla O alla S”, “Fenoglio spiegato agli aperitivi milanesi”, “Sàlvati e salvàti da Baricco”, “Roth per chi ha dormito negli ultimi venti anni e ha un caffè letterario a giugno” “La letteratura islandese ai tempi della crisi dopo che i gialli scandinavi hanno stracciato i coglioni a tutti”, “Infinite Jest in 30 giorni”.

Qualcosa che comprenda webinar (roba leggera, non da prof universitari), gruppo di autoaiuto e magari un bell’aperitivo socializzante a fine corso, o un incontro con l’autore o un autore della corrente da studiare assieme. Qualcosa che renda la mortale prefazione al libro l’oggetto da acquistare. In questa libreria non si compreranno libri, ma solo percorsi, esperienze, incontri. Non è Booking.com, è più Francorosso (esiste ancora Francorosso? Ed è parente di Rosso della Diesel?).

PS: dopo aver programmato questo post ho letto un post di @tombolini su questi temi. (Disclaimer: ho lavorato al lancio di Ultima Books nel 2011)