Forse sarà capitato di incontrarne anche a voi, di post come questi. Gente (di solito quasi-famosi, starlette, ecc.) che sfrutta l’ingenuità delle persone per fare like baiting, per aumentare il proprio EdgeRank, per guadagnare fan e fare in modo che i propri post successivi abbiano così più visibilità naturale in Facebook. Come? Prendendo una foto di un caso pietoso e commovente (più lo è, più funziona), mettendo a corredo una frase del genere “mettete un mi piace se” o “scommetto che non mettete mi piace”, e mettere nel testo il tag alla propria fan page. E puf! Si scatena la corsa al like.
La ggente li vede nel proprio feed, magari associata all’endorsement di un amico a sua volta in buona fede, e clicca sul mi piace o sul condividi, rimettendo in circolo — in quella macchina da passaparola che è Facebook — il marketing del dolore e della pietà a scopo autopromozionale.
La cosa più deprimente di tutto questo è che di solito solamente una persona su cento si accorge dello sfruttamento di queste immagini per fini altri, e senza che nessuno di questi like contribuisca davvero alla causa in questione.
Io spero sempre che in Facebook, qualcuno, di soppiatto, cancelli per sempre le pagine di chi usa questi trucchetti aberranti. O chieda a tal Federico Russo (deve essere qualcuno che fa qualcosa in tv che ignoro) di versare un euro per ogni like e commento ricevuto alla vera causa in questione, a cui ha rubato foto e visibilità, questa.
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