
(Foto dell’ingresso della biblioteca comunale, pochi minuti fa, eletta a mio coworking temporaneo)
Giuro che sono rimasto almeno dieci secondi fermo davanti a questo cartello. Se fosse stato un checkout di un sito, avrei abbandonato. Sono entrato lo stesso (e ho seguito la freccia, non la scritta, che è interessante come esperimento comportamentale) ma questo cartello comunica a prima vista che questo posto è tutto pensato in funzione di chi lo gestisce, e poco nei riguardi di chi lo usa.
L’altro giorno Marco Brambilla mi ha segnalato Gumroad, che serve per vendere beni digitali nel modo più semplice possibile: un link. Ma la cosa interessante davvero era vedere che per la prima volta qualcuno ha pensato l’inimmaginabile: che anziché chiedere all’utente che carta di credito ha, si può capirlo semplicemente dal numero iniziale.
Regola n.1: è il sito a dover capire l’utente, non viceversa.
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