
Nel mio libro sull’ecommerce non c’è stato abbastanza spazio per trattare la sottile linea interna alle aziende, di quel confine pieno di scaramucce e blitz war tra canale online e offline, in cui si gioca spesso il successo di un’iniziativa di commercio elettronico, molto più che all’esterno: eppure il multicanale, chiamiamolo così, è già il presente se visto dagli utenti, ma sembra ancora un futuro nebuloso per i negozianti, che non sanno spesso se sia peggio segare l’albero della distribuzione tradizionale su cui sono al momento seduti, attivando però l’ecommerce che già hanno capito essere la fonte principale di revenue (e soprattutto di margini) nel futuro prossimo, o aspettare che il ramo si secchi da solo, in modo da cadere allo stesso modo, senza aver dovuto decidere dolorosamente.
Detto questo, mettete che un giorno avete a casa vostra a pranzo uno store manager (di quelli offline), di una catena specializzata in tecnologia (chiamiamola Asteroid così, per convenzione). E allora vi fate raccontare, di come le persone candidamente vadano in negozio a farsi spiegare i prodotti in promozione online, e altrettanto candidamente ringrazino, dicendo di andare a casa a comprare, pensando di far piacere a dirlo al povero commesso affranto che nella miope visione aziendale ha perso una vendita, e non l’ha invece guadagnata come è successo in realtà.
Vi fate raccontare di come la visione aziendale su questi temi non esista, lasciata com’è allo scontro/compromesso tra capinegozi, ecommerce centrale e magazzini presi nel mezzo. Vi appassionereste ai trucchi messi in pratica dai singoli punti vendita per far scomparire i prodotti dalle giacenze per non farli vendere dallo store online dell’azienda. Avreste i brividi a sentir descrivere l’ecommerce manager come il nemico numero uno in azienda, quasi da girare sotto scorta, peggio della concorrenza fisica.
Bello sentire di come l’ecommerce sia entrato nel controllo del prezzi, che prima veniva effettuato con carta e penna nei negozi vicini (a volte) mentre ora il nemico online arriva dappertutto, e il controllo si fa direttamente su Kelkoo e Google Shopping. E sorridereste ai racconti delle cassiere che vedono quelli che chiedono lo sconto Foursquare come degli scrocconi rompiscatole che fanno perdere tempo e soldi. E mica c’è verso di fargli cambiare idea.
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