Foto di Smoking Permitted
Dai bambini ho imparato parecchie cose inaspettate: una di queste è che le repliche non sono necessariamente il male assoluto. Un bambino quadratico medio può guardare almeno un centinaio di volte lo stesso film, ed esserne divertito ogni volta. Un telespettatore guarda Pretty Woman almeno dieci volte nella vita (ok, questo è un po’ triste, ma tant’è).
Dopo l’esperimento di Domitilla di quest’estate, in cui lei rilanciava via twitter post di quando aveva un blog su Splinder (ognuno ha i suoi scheletri nell’armadio), ho cominciato a twittare ogni tanto vecchi post, anche se non in automatico, cosa che aborro e detesto.
In ogni caso, pensavo che qualcuno mi avrebbe detto “ehi, ma questa è minestra riscaldata!”. E invece no. Cioè, magari qualcuno l’ha pensato, e leggendo il tweet, è andato avanti senza cliccare. Invece molti lettori sono “nuovi” (e qualcuno al contrario si è stancato, giustamente) e non avevano mai dato un’occhiata ai vecchi post (io ve lo dico: sono più belli di quelli presenti), e addirittura gli hanno piazzato like su Facebook e retweet (il mio addetto SEO immaginario ringrazia).
Il blog come strumento spesso dà troppa importanza al vettore temporale (che è giusto, se tenete un blog stile giornale che parla di — appunto — attualità). Ma molta parte della conoscenza e dei contenuti non sono collegati alla data precisa, ma alle stagioni, ai cicli della vita (avete presente quelle newsletter genitorialesche in sincrono con la data di nascita del neonato o del nascituro? micidiali!), alle immutabili leggi del marketing (quelle nuove, sono immutabili, per la precisione). Ad alcuni miei clienti quest’anno ho imposto di andare a scavare nei loro archivi, in articoli cartacei, in ricette perdute, per riciclare, rivitalizzare, ripubblicare, prendere come spunto: il contenuto era nuovo per i loro lettori digitali, e in generale il fattore novità non aveva una particolare importanza: era la rilevanza che contava. La vendemmia in autunno, il giardino in primavera, cose così.
E quindi anche questo blog ricicla, via twitter, ogni tanto. Per fortuna ho sempre avuto l’ambizione di essere una terza pagina, e non un’ultimora. Del resto, chi gioca per il campionato dell’ultimora ha il vantaggio del picco delle ricerche correlate nell’immediato, chi gioca nel campionato evergreen, ha il vantaggio della vita infinita dei contenuti, che accumula capitale “sociale”, un poco per volta, una riga per volta.
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