
La regola aurea del crowdsourcing e del social media marketing è: quello che semini, raccogli.
Date testimonial vanzineschi e tette, e bimbiminkia dementi di ogni età riceverete. Regalate sconti e coupon a capocchia, e i cacciatori di taglie e i soldati di ventura online arriveranno a ondate. Regalate campioncini di prodotto del costo (industriale) di un euro, e avrete l’attenzione che dedicherebbero a una monetina da un euro trovata per terra (be’, forse un po’ meno).
Solo se la strategia 2.0 ha alla base una sincera delega di capitale “sociale”, dedicata a devolvere (alle persone a cui davvero state a cuore in quanto prodotto in cui credono, ma soprattutto come strumento di cambiamento del mondo) una qualche forma non solo di considerazione, ma anche di reale potere e influenza sulle decisioni, allora in cambio si avranno dei contributi che possono davvero aiutare al miglioramento del prodotto, del business, della reputazione e di quello che ci sta intorno, persone, comunità, ambiente.
Magari non ne vale la pena o il rischio è troppo alto, ma — ripeto — quello che semini raccogli. Non ci sono scappatoie.
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