
(foto di @farmaciaserrage)
Le sigle non danno emozione, lo dice ogni tanto anche Silvio (ha ragione, ma è lui, il PDL o in generale i partiti a non darla più, ma è un discorso diverso). L’altro ieri ho passato un’ora a sgridare tutti i rappresentanti del fantastico mondo dell’economia sociale, sostenibile, eco, solidale, del volontariato di Bologna (a cui stavo tenendo un workshop sull’uso del web, del digitale e del social network per i loro nobili scopi) per l’uso sconsiderato delle sigle che fanno, perfino superiore a quello della pubblica amministrazione. “Ciao, sono Giorgia, e noi al CDT si occupiamo del CES per il settore del VOL”. “Eh?” “Sai, abbiamo nomi delle nostre organizzazioni che vanno dai venti ai cinquanta caratteri”.
Le sigle non danno emozione (l’unica cosa su cui concordo con Silvio)
Le sigle non vi faranno più fighi: sono passati i tempi in cui essere IBM era interessante. Ora le startup hanno nomi strani.
Le sigle non vi aiutano con i motori di ricerca.
Le sigle non vi fanno vendere.
Le sigle non vi fanno umani, non vi fanno simpatici.
Piuttosto che le sigle, usate nomi di fantasia (corti, perdindirindina!).
Le sigle vi rendono riconoscibili solo a chi vi conosce già: può funzionare se siete la P2. Altrimenti, abbandonatele, datemi retta.
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