Il marketing insegnato (d)ai negozianti – Vietato fotografare


Stephen Finn – Fotolia.com

Qualche giorno fa a Siena, mentre rientravo dalla lezione tenuta al Master in Comunicazione, mi sono imbattuto in un invasato che urlava e indicava un cartello scritto a penna, appiccicato a lato alla vetrina del negozio, nei confronti di sorprese e ovviamente non capenti turiste americane. Alcune mi hanno guardato come per chiedermi cosa volesse da loro quel signore così sudato e incazzato. “It’s forbidden to take photos, madam”.
Lei ha guardato il tipo, ancora ansimante, che continuava a ripetere, in toscano, “siamo qui pe’ vendere, mica pe’ farci fotografare!”, e lo ha fissato con tutto il disprezzo di chi voleva, tramite la foto, tributare al negozio un giusto onore fotografico e che si sentiva invece tradita da chi voleva celebrare.
La turista se ne va, poi improvvisamente  dopo una ventina di metri tira fuori un teleobiettivo da chissà dove, scatta il negozio, richiama a voce il negoziante e gli fa un saluto irridente con la manina.

E’ non è un caso isolato: per me è misterioso il ripetersi di questa storia. O non fate vetrine che la gente voglia vedere e fotografare, oppure se le pensate per attirare le persone, dovete anche concedere che si portino a casa il compenso per l’attenzione che vi hanno dedicato, se proprio non volete considerare che quella foto rimarrà e circolerà cento volte in più dei vostri stupidi depliant.

“Siamo qui per vendere, non per farci fotografare”. Vendete pure in questo modo, finché ci riuscite ancora.