
Domenica pomeriggio sono stato al mare ai lidi di Comacchio, che a marzo sono ancora bellissimi, perché le spiagge sono enormi, si vaga come nel deserto senza incontrare nessuno a meno di venti metri, e i pochi gestori aperti sono ancora rilassati e indaffarati a dipingere gli stabilimenti, ti regalano i lettini, e soprattutto non mettono musica orrenda (o quasi). Solo gabbiani e poco altro. L’acqua è ancora azzurra.
Purtroppo però a marzo (non essendo mese di fatturato) la cooperativa dei bagnini non ha ancora attivato la pulizia automatizzata, e quindi sulla spiaggia si accumulano oltre a enormi alberi una serie di schifezze umane: pneumatici staccatisi dalle navi, tante tante bottiglie di plastica di acqua minerale, flaconi di tutti i tipi, e perfino bottiglie di vetro di amari e alcolici vari. E anche cassette di legno e di plastica, quelle che contengono la frutta. Io e il minikid abbiamo deciso di dedicare mezzora del mattino a pulire la spiaggia, cosa anche divertente, vista la varietà di oggetti reperibili (la foto sopra viene dalla nostra attività, il cuore era di lana di vetro, a lato una sportina di plastica piena di sabbia).
In circa trenta minuti abbiamo ripulito, con molta calma, circa 1.000 metri quadri di spiaggia. Ho fatto due calcoli: con mezzora di ognuna delle poche persone presenti oggi sulla spiaggia avremmo probabilmente ripulito due o tre chilometri di bagnasciuga. Shirky dice che esiste un potenziale non utilizzato, tra le persone, di dimensioni spaventose, e piccoli calcoli empirici lo confermano. Però per sfruttarlo davvero, avrei dovuto conoscere i sensibili, disponibili a farlo, e organizzare quale parte della spiaggia assegnare a ognuno. Nella vita analogica, questo non è possibile. Ma in rete sì: niente di che come strumento di comunicazione pubblicitaria, infinitamente potente come strumento di (auto)organizzazione. Anche per questo ho detto — in modo provocatorio — che dobbiamo anche imparare “ad arrangiarci”, senza aspettare che sia — come in questo caso — la cooperativa dei bagnini, a ripulire la spiaggia.
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