La follia delle agenzie di vendita d’assalto

L’altro giorno ero in stazione, con qualche minuto disponibile, e ho esitato un minuto di più davanti a uno degli innumerevoli gazebi di Sky: ovviamente l’agente affamato di contratti mi ha subito attaccato bottone. Ora, io sono cliente di Sky da quando non si chiamava Sky, ma Telepiù, e quindi noto sempre con molto fastidio il fatto che ai vecchi clienti siano riservate condizioni peggiori di quelle riservate ai nuovi clienti, ma questa insensata abitudine commerciale mi era già ben nota nel campo delle telecomunicazioni, in cui i clienti già acquisiti non venivano “svegliati” per paura che si rendessero conto che il loro canone era nettamente superiore al valore corrente di mercato. Salvo nel momento in cui si incazzano, e allora tutti a scusarsi e offrire doni postumi. Per cui, come dire, niente di nuovo.

Continuando ad ascoltare l’agente di vendita però mi rendo conto che siamo alla perversione: l’agente consiglia di disdire il vecchio abbonamento, e di sottoscriverne uno nuovo a nome diverso. Certo Sky ufficialmente non approverebbe, ma di sicuro non è all’oscuro dei metodi di vendita di queste agenzie d’assalto (che spesso vendono anche telefonia), organizzate in modo piramidale in modo da sfruttare sia il cliente che i poveri venditori alla base della piramide. E forse non tutti sanno che le agenzie di vendita sul territorio guadagnano come provvigione all’incirca tutto il margine della vendita per il primo anno.

Quindi in pratica con questo metodo di vendita Sky si accolla (probabilmente) parte o la totalità dell’affitto del gazebo alla stazione, cede un anno di guadagno all’agenzia sul nuovo abbonamento, e chiude un contratto con un cliente pluriennale — oltre a far passare i dati dei nuovi clienti per agenzie che andranno a vantarsi di averli da Mediaset Premium tra due mesi. A me sembra veramente la fine del mondo del marketing.