Si dice che non si possono comparare i follower con le impression, che sono cose diverse, con ordini di grandezza possibili molto differenti. È vero, è abbastanza facile beccare uno sguardo di qualcuno nel mucchio, soprattutto se calcolato su numeri teorici come i vari auditel e audiradio, audiweb e tutta la serie, come se nessuno distogliesse mai lo sguardo o non si perdesse nemmeno un banner, molto difficile è calcolare quanto pesa e conta il pensiero, il sentimento, la fiducia delle persone. Tuttavia, molti vogliono confrontare lo stesso e allora secondo me la metafora giusta è di derivazione matematica: la pubblicità è una funzione, la conversazione è un integrale. Nella prima appena smetti di alimentare le x tramite il budget, il valore y si azzera velocemente. Nella seconda accumuli valore, in modo variabile e lento, ma creando e misurando una superfice, non l’altezza di un puntino.
(questa profondissima riflessione mi è venuta guardando un vecchio film per bambini, quando si registravano dalla TV, spot compresi, e notando quanto investimenti milionari in pubblicità di soli pochi anni fa giacciono dimenticati e sepolti nella storia)
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