Per motivi professionali, ultimamente faccio caso agli LCD* installati nelle stazioni (don’t ask, please). Li osservo, ma soprattutto osservo la gente che li osserva (o meglio, li ignora). In realtà, non è che proprio li ignorino, questi televisori piazzati un po’ dappertutto, li guardano con la coda dell’occhio mentre passano frettolosi, e vanno oltre, anche perché di solito trasmette 24 ore su 24 un Cassano simpatico per il primo passaggio ma decisamente stucchevole in heavy rotation. Stamattina è successa un strana cosa. Gli LCD erano tutti così, come questo sotto.
Per uno strano fenomeno, molti si fermavano, scrutavano, cercavano di capire quale fosse il messaggio pubblicitario implicito in questo strano QR-code azteco. Secondo me fra qualche mese leggeremo di una fantastica campagna non convenzionale sugli LCD delle stazioni, scommettiamo?
* si chiama in realtà digital signage, credo, in pratica è la risposta del marketing alla domanda “se le pupille degli occhi non sono più davanti alla TV, dove cacchio sono?” E allora, vai di schermi perfino nelle vetrine delle cartolerie, dove il commerciante anziché vendere le sue cose vende pubblicità di altri negozi come il suo, ma più lontani e meno rilevanti per settore (eh, anni di new economy non hanno insegnato nulla), facendomi pensare che se il guadagno del core business è inferiore a quello di un televisore piazzato in vetrina, beh, non hai scampo, davvero.
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