Ok, l’execution lascia un po’ a desiderare. E anche nella comunicazione (oltre che nella grammatica) non è che abbia investito tanto. Neanche nell’indagine di mercato — quanti possibili clienti di cucce personalizzate possono passare a dieci centimetri da un foglio A4 in un disperso paesotto della bassa pianura bolognese? — ha perso tempo.
Ma signori, l’idea in sé è semplicemente geniale. Da coda lunga. Da ricconi che non sanno dove mettere i soldi. Da farci un sito oggi, subito. E iniziare a ricevere le prenotazioni per la cuccia di Fido, “altezza x, lunghezza y”, “è freddoloso, una bella imbottitura interna, mi raccomando”, “con il suo nome inciso sul davanti che glielo voglio regalare per il suo compleanno”. Poi, “è tutto in pacchi piatti”, “sì, sono facili da montare”.
Sarebbe la startup dell’anno. Se fossi un venture capital, non avrei dubbi. Telefonate, e ditegli che a vendere le sue cucce su internet ci pensate voi.
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