Quanto zapping dall’autoradio?

Alla domanda “quanti di voi cambiano stazione durante gli spot sull’autoradio?” su FriendFeed, Twitter e Buzz avete risposto così:

Non che sia proprio un campione certificato sulla popolazione italiana questo gruppone super-geek, ma fa comunque impressione: la radio generalista è conveniente sulla carta, per costo/contatto ecc. ecc. ma quanti ascoltatori ascoltano davvero gli spot dall’auto, che costituisce una bella fetta (e probabilmente quella più spendente e messaggio-spandente) del pubblico radiofonico, soprattutto nelle fasce dei pendolari?

Da notare che tra coloro che dichiarano di ascoltare gli spot, quasi tutti lo fanno per solidarietà alla stazione (“che è di nicchia”, “che ha bisogno di vivere”, “l’unica a trasmettere xxxyyy” ecc.) e non per reale apprezzamento dell’annuncio, che poi se fossi in un inserzionista ci rimarrei ancora peggio (“non rimani per me, rimani per lei”): anche io rientro in questa categoria, ascolto solo gli spot home-made delle radio indie, che di solito sono composti da dialetto-inflessionati siparietti bi-voci naif e improbabili, che però – dai, penso – si arrabattano a favore di esercizi di quartiere simpatici e alternativi anch’essi. In pratica, se crei empatia forte e comunanza di valori, se investi sul tuo ruolo percepito nei confronti dei tuoi ascoltatori anche la tua pubblicità sarà più guardata  ascoltata e sopportata: sta a vedere che il social ROI o whuffie o social currency o social capital si può spendere nel far accettare maggiormente la pubblicità ai propri utenti.