Mandarina Duck, la pubblicità, la conversazione, il blog e altro ancora

Alessandro Leoni, manager e (ex?) corporate blogger di Mandarina Duck, mi ha mandato alcune sue considerazioni scaturite dalla serata bolognese della settimana scorsa. Sono davvero contento di proporle qui.

Come promesso eccomi… anticipo che sarà un commento lungo (vedete voi se continuare o meno:)) e spero non logorroico!

Volevo spendere due parole sull’evento, i partecipanti (non i “relatori”) e gli organizzatori della serata. Come Gianluca ero molto scettico su tutti e tre gli aspetti ma come succede, a mio avviso nella maggior parte dei casi, quello che non si conosce viene male interpretato o quanto meno sottovalutato. Infatti mi sono dovuto ricredere su tutta la linea.

L’evento (sarà stato per il parterre de roi:)) ha creato un dibattito stimolante su argomentazioni che sembrano a un primo sguardo diametralmente opposte ma a mio parere estremamente vicine e soprattutto interconnesse. I partecipanti molto interessati (…così sembrava :)) e attivi nella canonica sessione di Q&A finale (bisognava forse avere più tempo per coprire tutti gli spunti emersi) sicuramente curiosi, cosa che ritengo essere una delle qualità migliori riscontrabili in una persona. Gli organizzatori semplicemente entusiasti e “organizzati”… in altre parole un ottima serata tra persone intelligenti con la volontà di mettersi in discussione (che rarità!).

Detto questo veniamo al punto del contendere, chi ha ragione? (ndr: tra conversazione e comunicazione pubblicitaria tradizionale)

Non pensiate che non voglia schierarmi ma ritengo nessuno e il nostro caso REALE ne è la dimostrazione. Non voglio ribattere le tesi di nessuno ma vorrei dare una mia personalissima (sottolineato 3000 volte!!) visione della base di partenza del dibattito, vale a dire che il marketing tradizionale è morto.

Non è morto, è forse agonizzante ma ben legato alla vita. Mi spiego, la pubblicità nella sua forma tradizionale è parte integrante e fondamentale della nostra vita, ne siamo influenzati chi più e chi meno ma è parte rilevantissima dei nostri processi di scelta/acquisto (grazie ad essa, alcuni brand sono diventati ICONE – uno a caso DIESEL – altri hanno superato le barriere all’ingresso in settori super saturati – uno a caso Müller).

Il mezzo di diffusione forse meno misurabile in assoluto, vale a dire la TV, è il nostro compagno di vita fino a lobotomizzarci con la spazzatura che mi, ti, ci sorbiamo tutti i giorni. Il prodotto rimane il perno fondamentale di tutto: qualità, strategia e visione sul prodotto ti permettono di superare il breve effetto delle mode temporanee ed evitare di morire anzi tempo.

Il brand esiste eccome, forse ridimensionato alla fine di questo lungo periodo di crisi ma nettamente presente (a titolo di esempio, se il mercato parallelo è una delle piaghe SOCIETARIE – nota bene non sociali – maggiori significa che le persone fanno carte false per avere una griffe sotto braccio, intorno al polso, ecc., lo stesso vale per la corsa ai saldi, lo stesso vale sulla comparazione dei prezzi per trovare il televisore di marca a un prezzo migliore… potrei continuare per ore)

In tutto questo emerge un nuovo mezzo che crea, modifica, facilità, etc… le interazioni tra di noi (non ho mai neanche lontanamente pensato di avere un diario nella mia vita, neanche durante i turbamenti adolescenziali… ora uso Twitter dove posto pensieri più o meno stupidi… sarà demenza senile?).

Qui sta l’agonia, questo mezzo sta erodendo il peso specifico degli altri mezzi e comporta uno stravolgimento nel modo in cui ci si relaziona. Penso che il vero nocciolo della questione, vissuto da talune aziende come un dramma e per altre come un’opportunità, è che non lo conosciamo e come dicevo all’inizio quel che non si conosce…

Ritengo che questa sia la vera opportunità per mettere il cliente (si lo chiamo cliente nel significato più rispettoso del termine) al centro di tutto e non farne solo uno slogan.

Questo richiede tempo e una classe di imprenditori / manager / dipendenti (penso che anche quest’ultimi siano coinvolti… eccome se lo sono… Avete mai parlato con qualche addetto di un CS qualsiasi Italiano? Bene ora provate a chiamare con una scusa qualsiasi, la più assurda e contorta che vi venga in mente il call center di Zappos.com e fatemi sapere…) sopra la media.

Siamo pratici, non tutte sono aziende come Google (giovani, belli, bravi e intelligenti) che hanno la forza e lo spirito per cambiare. Non tutti gli imprenditori sono 30enni che hanno iniziato in un garage per gioco o meglio molti lo hanno fatto magari 30-40 anni fa… provate a far cambiare idea a vostro nonno che il flusso migratorio di popolazioni dell’est porterà una società multirazziale che godrà dei vantaggi della diversità… ho altri 3.000 punti in mente ma penso di avere già passato il limite… me ne scuso e mi fermo qui!

Alcune doverose precisazioni (ndr sul congelamento del blog di Mandarina Duck): la cosiddetta perdita di spinta, come il fatto che il blog sia stato congelato, sono effetti fisiologici legati al molto lungo processo di acquisizione di Mandarina Duck (ora facciamo parte di Mariella Burani Fashion Group).

Ritengo logico capire, da parte della nuova proprietà, pro, contro, impatto economico, ritorno economico, impatto organizzativo, etc di una attività del genere soprattutto considerando il momento economico non roseo in cui ci troviamo.

Relativamente ai diritti di vendita esclusivi (ndr, online) vorrei precisare un concetto molto importante. Non vogliamo questi diritti ma il fatto che, nel caso di PPC su qualsiasi motore di ricerca, l’uso del brand Mandarina Duck sia esclusivo di Mandarina Duck Spa. La libera concorrenza sulla parola borse donna non è messa in discussione. Apro e chiudo parentesi per non entrare in un ulteriore monologo che non rientra nell’argomento in discussione… io sono per i diritti d’autore e il copyright… li ritengo un diritto inalienabile delle persone a difesa delle LORO opere dell’ingegno.

Grazie Gianluca per lo spazio che mi hai concesso e scusatemi per avervi annoiato con le mia lunga e personalissima opinione. A vostra disposizione per qualsiasi chiarimento