
Stavo sottoscrivendo questo contratto per risparmiare un po’ sulla bolletta elettrica, non che creda ai miracoli, ma tant’è.
Al punto uno di ogni manuale di marketing, c’è l’imperativo della conoscenza di “come arriva” il cliente, di come “ci ha scoperto”.
Ora, io credo che quella domanda sia superata, che trasudi dalla convinzione atavica che la pubblicità venda (o i banner). Dovremmo invece chiedere come siamo stati convinti all’acquisto: nel mio caso, avrei dovuto scrivere che un mio collega ne parlava alla macchinetta del caffè con altra collega già cliente, che aveva visto la pubblicità non so dove, che poi mi ha mandato un link per vedere il sito (perché verba volant, web manent). Poi mi ha detto, giorni dopo, che aveva sottoscritto anche lui, e che tutto era andato liscio. Poi me ne sono dimenticato completamente. Poi Wired mi ha imbustato il loro direct mail cartaceo assieme alla rivista. Dopodiché mi sono ricordato del mio collega, del caffè, ho buttato il coupon di carta, sono andato di nuovo sul sito e ho sottoscritto.
Quindi, “come ci hai scoperto” è una domanda senza significato, senza senso. E “come ci hai scelto” è una domanda scontata, per come la vedo io.
2. Non è la vostra promozione ma la loro conversazione a differenziare il vostro prodotto, e provocare un acquisto.
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