Se ci penso, la rete è sempre quella di dieci anni fa

Gael mi ha chiesto due domande veloci per la sua tesi. Siccome ora il green marketing è estremamente di moda, anche le mail vengono riciclate come post, in modo da essere temposostenibili.

——– Original Message ——–

la prima cosa è questa: secondo te che differenza c’è tra le community online e i social network (se c’è differenza)

Siamo nell’ambito delle definizioni: per come la vedo io, una community è un gruppo di persone unite da una condivisione (di idee, di qualsiasi cosa) e può esprimere sè stessa in tanti modi, in diversi strumenti (un forum, un social network dedicato, un blog, strumenti creati appositamente o creatisi ‘per caso’). I SN sono quindi in genere meri strumenti – per esempio, all’interno di Facebook possiamo trovare n mila comunità diverse, in cui lo stesso individuo puo’ essere (e di solito è) parte di diverse community, totalmente scorrelate tra loro.
I SN generalisti alla Facebook realizzano quindi un tessuto connettivo della rete nel suo complesso, un continuum di fondo (Marco parlava di macronicchie) in cui poi si snodano e si impiantano fertilmente gruppi, blog, relazioni, eventi, e tanta conversazione underground. Facebook non è una community più di quanto sia “community” l’insieme degli abitanti di un comune; è al massimo un arcipelago di community, in senso lato: una federazione tridimensionale di interessi.

la seconda è questa: c’è una cosa che si chiama remediation per cui ogni nuovo mezzo si appoggia ad alcuni mezzi precedenti per funzionare (che so, la tv si appoggiava a radio e cinema per dire), ecco: secondo te, i social network a quale mezzo/pratica precedente si appoggiano? ovvero: c’è qualcosa di più antico che condivide lo stesso nucleo di funzionamento dei social network?

L’illusione che la Rete stessa fosse una nuova remediation, a livello macro, è stata la causa principale del peccato originale della prima bolla: pensa all’era dei portali miliardari e degli investimenti sovradimensionati e TV-minded; a livello micro, io credo che le dinamiche che ora studiamo come sottostanti all’esplosione dei SN siano esistite anche agli albori della rete, almeno per la parte di persone che ne fa (e ne faceva) un uso “attivo”, ma che esista al tempo stesso una discontinuità assoluta rispetto a tutte le altre forme preesistenti di mezzo di comunicazione.

L’altro giorno con un amico si parlava di come 10 anni fa a Milano esistesse un (tecnicamente parlando, molto primordiale) forum in cui persone discutevano di ristoranti, di assaggi, di recensioni, e fissavano appuntamenti e serate tra di loro, in un luogo ideale in cui tutti o quasi ovviamente si conoscevano o si sarebbero presto conosciuti – esistevano già i tanto commentati bonding e bridging, quindi.

Anche nei newsgroup (via nntp) ci si conosceva praticamente tutti, almeno tra i partecipanti abituali, e anche in mancanza di profilo visibile; c’erano già coloro che oggi chiameremmo “community manager,” moderatori e animatori più o meno volontari, appassionati; anche se non erano pagati da nessuno, lo facevano per avere in cambio un capitale sociale di conoscenze e visibilità, o semplicemente promozione della loro attività commerciale: l’importante per le dinamiche interne, ora come allora, era che la bilancia tra ciò che si donava e ciò che si raccoglieva fosse nel lungo periodo in sostanziale equilibrio, sia a livello di comunità che di moderatori.

Anche nei “nuovi” microgruppi di Facebook è così: ci sono coloro che chiedono in continuazione iscrizioni, sottoscrizioni, visite, commenti, mail, partecipazioni varie. Se però ciò che hanno donato in cambio alla discussione, in precedenza, non equivale almeno a quanto richiesto, la “comunità” e con lui il promotore durerà ben poco, perdendo iscritti o semplicemente essendo ignorata.

La parte contenutistica dei newsgroup e dei forum era dieci anni fa il centro della comunità, agevolata dal mezzo tecnico sottostante, in quanto i partecipanti inserivano commenti e testi, mentre la parte relazionale (si direbbe oggi il ‘profilo’, la connessa reputazione, il correlato capitale sociale) era “implicita” e sottintesa, ma esistente e potente. I social network in quanto strumenti hanno solamente reso più comoda, veloce e fluida l’interconnessione tra le persone, permettendone l’uso e l’abuso anche a chi non è esperto di tecnologia. Niente di nuovo-nuovo, però, a guardarci bene. O sbaglio e sono anche io diventato uno di quei vecchi tromboni che dicono per ogni cosa “voi giovani non avete inventato niente, era già così ai miei tempi, ed era pure meglio!”? :)