Per chi, come me, da piccolo alle elementari scriveva nel tema libero che da grande sarebbe stato un giornalista, il naturale piano B – che tutti noi teniamo per puro e illusorio conforto psicologico nel cassetto della scrivania – è aprire, per nemesi finale e risolutiva, un’edicola.
Dunque domenica mi ci sono recato, con lo stratagemma di un acquisto di figurine in cui mostri orrendi dai nomi orrendi si fanno reciprocamente cose orrende, per un preliminare assessment allo scopo di valutare il modello di business e il posizionamento dei prodotti.
Sotto si trova lo schema riassuntivo di ciò che ne ho capito, della mappa dei bisogni soddisfatti e dei relativi target (lo uso consapevolmente). Non so se il mio campione, catturato dalle riviste appoggiate alla parete dell’edicola, sia rappresentativo del mercato editoriale, ma temo di sì.

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