Nel mio post pubblicato su ConversationAgent scrivevo di come le aziende in Italia siano restìe a mostrare i feedback dei propri clienti ai prodotti sul proprio sito, preferendo indirizzare la conversazione su cose meno spinose. Gianpaolo Paglia, proprietario di poggioargentiera.com, ha giustamente puntualizzato nei commenti:
I’m not Dell, of course, but I don’t think that makes any difference here. I’m just a small italian winery, but that’s exactly what I’m doing at the moment: not only I opened a non moderated comment and review section about our wines in my blog, where I’m encouraging people to write whatever they want about each single wine, but I’ve also just sent 50 6 packs of free wine samples to people (bloggers, non bloggers, sommeliers, whoever has joined this experiment) asking them to rate and review our wines on our non moderated section of the blog. Whatever they want to say, good or not, will appear on our corporate blog and be visible for every visitor to read. And they are doing it right now. And this is Italy too.
Sull’azione ormai non propriamente nuova di far girare campioni di prodotto per la recensione (e creare un tasting/testing panel 2.0, diffuso e informale) scrivevo in luglio, commentando il libro Word of Mouth Manual Vol.II: qualsiasi buzz di successo [si basa su di] un "training conversazionale” propedeutico vero, aperto e sincero con i propri clienti.
Allora mi sono incuriosito (è notoria la mia scarsa conoscenza enologica, e ovviamente non li conoscevo) e sono andato sul loro sito, chiedendomi quale nuova applicazione avessero utilizzato per far recensire i prodotti ai clienti. Bene, ovviamente era la soluzione più semplice: a ogni prodotto è associata una pagina del blog in WordPress, e i commenti al post sono i commenti al prodotto, non moderati. Tutto qua, semplice e facile, per loro e per i visitatori. Sui commenti negativi, Gianpaolo lo considera parte del gioco (nessuno piace a tutti, scrivevo nel post) e comunque servono a rendere credibile la conversazione.
Visto che ci si lamenta che in Italia nessuno lo fa, almeno io lo faccio. E tra l’altro ci sono anche feedback negativi che arrivano….proprio quello che volevo per renderlo reale!
Un bell’esempio, no?
PS: ho visto che Jacopo ne aveva parlato, ma mi era sfuggito.
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