E così, alla fine, il presagio rivelato da questo vecchio post si è tragicamente realizzato, non in Italia, ma in Francia: appare chiaro come la teoria economica classica per cui, in situazione di monopolio (sia pure temporaneo – il tempo di monopolio è ovviamente composto dal quell’intorno spazio-tempo definito da quei cinque minuti in cui ti scappa proprio) il prezzo viene stabilito al livello più elevato possibile, cioè a solo un centesimo in meno del punto in cui il sia pur vergognoso fai-da-te fa desistere dall’acquisto, ha prevalso sulla teoria neo-marketing, per cui ogni touch-point a costo zero (in questo caso, very very touch) verso il cliente è una possibilità intrinseca di coinvolgimento e guadagno indiretto successivo.
Che il nostro esercente appartenga alla teoria economica classica lo si nota anche dall’uso spavaldo della parola "consommateurs" che ormai intimorisce perfino la P&G; e la sottolineata nota "1,00 € Par Personne" rende obbligatorie due precisazioni:
- sconti comitiva: la metà femminile della minifamily ha usufruito di un ticket collettivo scontato (forse perchè ne ha usato solo la parte femminile?)
- il problema delle consumazioni a costo inferiore del servizio Toilette: se io prendo un bicchiere d’acqua a 0.40, sono cliente a tutti gli effetti o no? E i miei familiari, sono considerati clienti acquisiti, o devono prendere tutti un bicchiere d’acqua?
Naturalmente la teoria economica classica presuppone anche che l’uomo sia senza memoria, senza parola, senza scelta, senza incazzatura, senza internet. Ne sconsiglio l’uso intensivo sul campo.
La seconda parte del miniciclo estivo del marketing insegnato (d)ai negozianti avrà un’inedita forma radiofonica: grazie all’invito di Fabio De Luca, lunedì 25 agosto, a Nel Frattempo su Rai Radio2, tra le 22 e le 23 circa, parlerò per ben tre minuti del "Negozio del Poeta". Non dico altro, per pudore.
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