Sono appena stato a pranzo all’Ikea (per chi lavora nei paraggi, i due hotdog con bibita refill e caffè incluso – sia pur svedese, cioè slavato – a 2.10 euro sono un trash food best price imbattibile) e l’occhio mi è cascato sul cartello indicante la toilette femminile: se ci fate caso, noterete che è stato scritto in modo azienda-centrico (cioè dà per scontato che io debba sapere dove sta il banco Trasporto&Montaggio – che in effetti una buona parte delle donne italiane già sa, ma non tutte, credo).
E cosa è successo al cartello? Guardate bene (clic per ingrandire) sopra il logo.
Che una mano de dios (non sapremo mai se appartenente al commesso del bar a lato, o all’addetta alle pulizie filippina, o a un top manager, o a un qualsiasi cliente) ha usato le free matitine Ikea a lato, e ha disegnato una freccetta illuminatrice circa la direzione da prendere.
Per me – che se mi vedi in giro dici chissà a cosa sta pensando quello – è una di quelle piccole metafore di un mondo che sta cambiando: di come noi marketer dobbiamo avere una lente d’ingrandimento sempre in tasca e imparare dai segnali deboli o casuali, di come gli utenti spesso siano più saggi di noi e di come questi probabilmente messi assieme non costruiranno la killer application o la Golf del terzo millennio, ma ci possono indicare strade differenti o idee impreviste. O semplicemente la via più semplice.
Diamogli le matitine, e loro ci indicheranno altri “Di là, per i bagni delle donne”.
PS: nota di servizio per soli uomini. Ho appena scoperto che all’Ikea è attivo il Wifi – non è gratis, ma secondo me ci lavoreranno su. Con soli 2.50 euro/ora*, potete aspettare vostra moglie (che spenderà 100+ volte voi tra gli scaffali, quindi non vi potrà rimproverare più di tanto) comodamente seduti al baretto navigando qua e la’.
*prezzo wifi telecom di qualche anno fa, non verificato; il wifi è anche Linkem e Vodafone.
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