Perchè i ristoranti hanno il nome?

Sembra una domanda da bambini, e infatti lo è, in effetti*. Ma se ci si pensa un po’ a fondo, quando ogni attività di scambio era conosciuta e riferita ‘peer to (trusted) peer’ – immaginatevi un villaggio medioevale – non c’era nessun (bisogno di) nome e/o di insegna. La locanda era localizzata per conoscenza diretta, tanto i visitatori ‘di passaggio’ (esclusi dall’informazione in quanto non ‘collegati’ a nessun altro ‘pari’) erano pressochè inesistenti.

Solo la ‘spersonalizzazione’ delle città (con mancanza di possibilità di scambio info tra pari) ha poi richiesto in seguito che dovessero essere inserite insegne luminose, poi cartelloni, ecc. ecc. in un big bang di invasività.

Dove voglio arrivare? Il punto è che grazie al potere dell’informazione tra pari, data dalla rete, il processo opposto di implosione è già iniziato e non finirà più, le micro-comunità online si moltiplicano e si espandono, prendono come modello l’ecosistema dei villaggi medioevali, in cui potendo scambiare info direttamente e con persone ‘trusted’ le insegne diventano insignificanti e inutili.

Avete mai notato come da qualche tempo locali, molto trendy e/o molto buoni e/o molto affollati non hanno nemmeno il nome sulla strada?
Nel web i brand sono i nomi delle locande (detto grezzamente), le insegne sono rappresentate dai siti ‘ufficiali’, i banner – e in molti casi anche l’Adwords – sono i cartelloni 6×3. Ci sono ancora e ci saranno, ma non scommetterei il mio misero conto arancio sulla loro espansione e sulla loro efficacia futura.

*Mi spiego, mi sono reso conto che non è chiaro: [mini]bimba ha posto questa – testuale – domanda nella giornata di ieri. E dovendo rispondere per forza…