Il business model della zanzara tigre, individuato nel pomeriggio di oggi da un brainstorming creativo:
- Threats are opportunities: ci portano dall’Asia in Italia dentro un pneumatico, e anzichè lamentarci, iniziamo ad adattarci
- Organizzazione del lavoro: lavoriamo tutto il giorno, non solo dalle 18 alle 24, come le altre zanzare italiane
- Competitors: facciamo quello che facevano già le altre zanzare, solo molto meglio.
- PR: non serve – anzi è dannoso – ronzare in giro, l’importante è pungere.
- Focusing & commitment: stare below the lawn, e una volta individuato il prospect, principalmente l’homo barbecuensis, non mollarlo fino alla conclusione.
- Branding: le strisce bianche e nere, un vero marchio, unique. Mica quel grigio triste delle zanzare padane.
- SWOT analysis: era ovvio che la citronella e i tristi zampironi, per non parlare degli improbabili aggeggi a ultrasuoni, non sono vere threats.
- Share of blood vs share of humans: è molto più efficiente e sicuro colpire ripetutamente lo stesso individuo, anzichè tanti individui diversi
- Internazionalizzazione: entro il 2008, grazie al global warming, contiamo di sbarcare in Norvegia, Svezia e Finlandia.
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