
Italo, io, Massimo, Giuseppe, Gianluca, Maurizio, Enrico, Federica, Pierluca.
E alla fine ce l’abbiamo fatta (sia a organizzare – grazie Enrico! -che ad arrivare, in questo puntino misconosciuto nella mappa della campagna lombarda, e nonostante qualche peripezia, non ultima il tempo incerto che ha fatto sfumare il barbecue del titolo. Per i dettagli vi rimando all’ottima cronaca di Passeroad, il fotografo della foto sopra, in cui mancano Luca, Valerio e Mizio, arrivati un po’ dopo.).
Una cosa che era stata pensata aperta, senza cooptazioni o inviti, senza influenti e influenzati, e in cui comunque nessuno si è preoccupato più di tanto di chi o quanti avrebbero partecipato.
E devo dire che ne è valsa la pena: privi di assilli da registrazione di podcast, wifi, streaming e varie, i volonterosi partecipanti dalle diverse inflessioni regionali – fa impressione, credetemi, dopo anni di commenti dalla dizione perfetta – si sono lasciati andare a una conversazione disincatata e con dosi di autoironia elevate, priva di agenda predefinita, i cui contenuti, senza soluzione di continuità nelle quattro ore di pranzo, sono rimbalzati dal personale al generale, dalla blogosfera ai nuovi media, dall’e-commerce al viral, dalle PR al futuro degli eventi e della stampa, dai manager illuminati a quelli pazzeschi, ma soprattutto sono stati spontanei, non filtrati, in diretta, eterogenei anche se complementari, e confidenziali. Per questo mi sembra giusto, per una volta, non condividere quanto è stato detto.
Insomma, è stata solo una riunione di 13 persone con interessi comuni che sono state collegate dal tenere un blog (e avere quindi parlato per anni, senza vedersi mai!), ma di non vivere per il blog.
Un accenno finale al concorso che ha liberamente ispirato il pranzo: nonostante tutto sia stato genuinamente artigianale e molto improvvisato, credo che alla fine il risultato (far conoscere – in un fairplay quasi da non credere – una galassia di blog settoriali che può cambiare le geometrie informative all’interno del marketing e della comunicazione) sia stato raggiunto.
Non ci sono più solo quei quattro giornalini istituzionali, ma anche un nugolo di insider blogger che scrivono senza tanti condizionamenti o timori reverenziali. Di questo bisognerà sempre più tenere conto.
Molti di quei blog sono ora dentro il mio aggregatore. E grazie a tutti per aver partecipato (soprattutto a Federica, unica girl – e che girl – controcorrente nel giorno del Femcamp :)
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