il finto blog di Casa B o n d u e l l e

Il finto blog di mamma Cecilia degli spot del minestrone è spassosissimamente trash (ma anche quelli delle comparse non sono male); me li immagino, all’agenzia, a dividersi i ruoli dei commentatori (“tu fai babsi, io ubu”) con uno script-sceneggiatura sott’occhio. Il rilancio dallo spot sulla radio, poi, è intrigantissimo, “blogga con i protagonisti”, wow.

Già solo pensare a blog scritti da personaggi di uno spot, perdipiù su cipolle e peperoni, è delirante: l’unica (o quasi) cosa che fa leggere un blog è la presunzione che dietro ci sia una persona vera e minimamente sincera e aperta.

Probabilmente è che si vuole usare la parola blog a ogni costo, come cinque anni fa si usava portale. Appena qualche giorno fa avevo sentito qualcosa come “visita il blog www.20thfox.it”.
Eh, certo.

Sentire il termine blog in bocca alle corporation fa un effetto strano, come quando qualcuno cerca deliberatamente di usare un linguaggio che non gli appartiene solo per farsi accettare, come l’anziano che usa appositamente il termine figo parlando con un giovane.

“Casa Bonduelle” – Quello che non vedi in TV – Blog