Rispondere sempre, rispondere a tutti

“State attenti, vegliate, perché non sapete quando sarà il momento preciso.”

Chi, nel nostro lavoro, non si è mai spazientito di fronte alla grande quantità di richieste assurde e improbabili provenienti dal sito, quello che chiede come rifare one million dollar boy, l’altro che non ha capito proprio nulla di ciò che fate, quello che sbaglia sempre e scrive all’assistenza tecnica un quesito commerciale o viceversa, l’altro che scrive solo per mandare un CV.
Ci sono aziende che mi dicono che rispondono “solo alle richieste sensate”, che non hanno mica tempo per tutti i perditempo che arrivano dal web.

Nel mondo reale, chiunque abbia un negozio ne potrebbe raccontare di tutti i colori, sulle richieste strampalate dei clienti. Solo pochi illuminati negozianti trattano queste richieste senza il tono da “c’abbiamo da lavorare qui! Non abbiamo tempo per queste cose, faccia passare la fila!”

Ieri sera ho “sbucciato” una gomma contro un marciapiede: una cazzatina da niente oppure un grande rischio di esplosione imminente? Nel dubbio, vado dal gommista del Piccolo Paesello della Bassa, Io-Cliente-Sconosciuto. “Scusi, mi servirebbe un parere” Il gommista è uscito, ha controllato, ha chiamato il collega; consulto, giudizio concorde: “Non è pericoloso, vai tranquillo. Ciao!”
Ero commosso. Non hanno cercato di sostituirmi la gomma per forza, non hanno sbuffato, non mi hanno fatto neanche aspettare. Non hanno guadagnato niente, oggi. Hanno solo perso tempo. Ma dove cambierò le prossime gomme?

Io credo fermamente, da sempre e a livello maniacale, che non bisogna comunque stancarsi di rispondere, e a tutti. E non certo per spirito evangelico, ma per uno sporco calcolo utilitaristico. Prima o poi, dietro una richiesta improbabile, si nasconde una grande opportunità o almeno un possibile cliente. E due righe di risposta costano veramente poco, soprattutto nel mondo cheap del web 2.0.