Quello che mi piace degli andalusi è che sono concreti, pratici e flessibili.
All’aeroporto, per esempio, invece degli irritanti autobus-navetta, roventi e carichi di miasmi di sudori vari, hanno piazzato un vigile che fa incamminare i viaggiatori su strisce pedonali, fermando i vari mezzi (carburante, valigie, ecc) per far passare il popolo dei trolley.
Nelle strade, bellissime, larghissime (tanto per capirci, una superstrada figa da noi corrisponde a una banale strada provinciale da loro), poi danno il meglio di sè: la “birillata” ne è la massima rappresentazione. Alla mattina, gli agenti della polizia piazzano dei birilli allargando a doppia corsia la direzione intasata. Al pomeriggio, fanno il contrario, spostandoli a 2/3 sull’altro lato.
I limiti di velocità: a parte che sono così larghi di manica che se non li rispetti finisci fuori strada alla prima curva, per la pacifica mentalità locale, usare l’autovelox deve essere un po’ hard. Quindi hanno piazzato dei semafori intelligenti: se vai troppo forte, scatta il rosso. E il rosso nessuno lo sfida, troppo impegnativo psicologicamente, anche se il semaforo dà sul nulla e non regola proprio nessun incrocio.
Quando invece l’incrocio c’è, lo riempiono di strisce incrociate gialle anti-ingorgo, in cui non puoi proprio fermarti. Se ti capita per sbaglio di rimanerci fermo sopra, la vergogna è così forte che ti sembra quasi di essere su di una vera graticola.
L’unica cosa che non ho intuito bene è il culto esoterico dell’inversione di marcia (il cambio de sentido): il modo per farla è segnalato ovunque, un giorno ho fatto inversione solo per il gusto di accontentarli.
Agli spagnoli piacciono molto le auto a tre volumi (quelle con la coda, per intenderci), al contrario degli italiani che vorrebbero pure lo scooter stescionvegon: così scopri che esistono la Focus, la Megane e l’Astra con curiosi orpelli posteriori. Forse è stata la Duna, a rovinare il segmento per sempre, in Italia.
L’amore per l’auto si evince anche nella customizzazione: un’orgia di fanalini modificati che sembrano alberi di natale, spoiler cattivi, cerchioni scintillanti. Il catalogo Carrefour (che sarà oggetto di altro post) riporta due pagine di accessori per l’auto.
Dimenticavo il mio personale indice di civiltà, la % di auto che si fermano alle strisce pedonali: punteggio positivamente impressionante. Meglio di Oslo.
Non ho capito invece perchè nei distributori di benzina è vietato usare il cellulare: secondo me è una leggenda metropolitana. O forse uno scherzo per gli stranieri?
Ecco le foto, ho fatto un giro in macchina. Se riesci a trovare una stazione FM che non faccia il solito meltin-latin-pop con amor y corazon che ti straccia le palle dopo 10 minuti, e ti lasci guidare dal caso, ti pare quasi di viaggiare tra il Nevada e Marrakesh.
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