Colloqui

Sapevi che dovevi dare ascolto a Giusec, e al suo corso per contattare gli head hunter fighi dai nomi tipo Rossbrundel & Strainbow (vedi qui e qui); e invece no, ti fai accalappiare dagli annunci fumosi del giornale della padanazza orientale, in cui non si capisce se si cerca un executive o uno stagista, qual è l’azienda, dove sia, se esista veramente, a volte. E’ la slot machine del lavoro, tu metti dentro la monetina, e a volte esce una convocazione per il mondo sotterraneo della società di selezione Pizzettoni Associati, quel limbo che sta tra l’inferno delle masse interinali e il paradiso -appunto- degli head hunter…

[continua qui, ma attenzione, il post è molto lungo]

La società di selezione è in centro, supponi per fare bella figura con l’azienda loro cliente (che chiameremo per convenzione Rotelle e Affini Scarl), in un palazzo con le targhette in alluminio lucido giallo, per dare l’idea di una cosa seria, quasi notarile, come i vicini di pianerottolo, insomma. Questo comporta che tu, peone, devi parcheggiare fuori dalla ZTL e a circa 5 Km di distanza, e arrivi sudato come un cammello, in estate, o ghiacciato come una foca, d’inverno.

Eccoti, dlin dlon, entri. Hai l’impressione di entrare in una natura morta. Luce al neon, PC con schermo 14 pollici ricurvo come un bancomat (che non vedevi da anni e anni), segretarie alle prese collettivamente con il correttore ortografico automatico di Word.

“Buongiorno, lei ha appuntamento con il Dott. Ing. De Fichis, giusto?” “Ecco, il dott. arriva subito, si accomodi pure un attimino”. Il dott. è ancora a pranzo, oppure è in ritardo con gli appuntamenti. Come il dentista insomma. Ma almeno questo è gratis.

“Compili il foglio per favore…” Nooo! Ma, ancora? L’hai già fatto l’altra volta. “Non vi ricordate?” (Non avete uno straccio di database, un access qualsiasi, o anche un excel se proprio non…), “OK, OK, va bene”, riscrivi la storiaaa della tua vita ancora una volta, almeno per quello ti ricordi, visto che ti chiedono il nome della prof. di seconda media, quanto guadagnavi dieci anni fa, in che giorno ti sei diplomato (ma esiste un giorno specifico del diploma, intendo, come la laurea? boh)

Il foglio è ovviamente da compilare a penna (disabituato, fai anche fatica a utilizzarla, alla fine ti fa male la mano, e ti viene da scrivere in stampatello anche la firma) ed è il solito cartonato in cui appunto devi riscrivere per la terza volta le info che hai già scritto una prima volta nel form online, una seconda volta nel curriculum in .doc allegato al form online, e -in più- devi dare piena confessione circa il lavoro di tua moglie, quello di tuo padre, la data di nascita dei figli e i loro nomi (tutti ignari della falla nella loro privacy bucato da te, sconsiderato confessore!). In effetti mancano solo gli zii d’America e i cugini del nord-est. (ti chiedi a quali importanti valutazioni condurranno questi dati familiari, boh!)

Una cosa è sicura, potresti avere anche 20 profili diversi (con nomi e cognomi di fantasia) e non se ne accorgerebbero, alla Pizzettoni. Del resto, no database, meglio far ricompilare ogni volta, che poi “mettiamo nel raccoglitore, si li teniamo tutti per eventuali altre opportunità”. Si, certo. Con il motore di ricerca cartaceo embedded.

“Signor Peone, si vuole accomodare?” (peccato, ero arrivato alla pagina dello sport del Corriere, e c’era un Chi molto invitante con Flavia Vento)
Eccoti dal Dott.Ing.De Fichis, e dall’alto della sua esperienza ti snocciola tutto l’inventario dei “mi parli di lei” (e via, con la quarta trattazione della storia della tua vita), delle domande (“come si vede tra dieci anni?” R:”Invecchiato?” “Perchè si è licenziato nel 2002 dall’azienda Bulloni Associati?” R:”Per guadagnare di più da un’altra parte?” “A cosa aspira nel suo futuro professionale?” R:”Ad aprire una baracchina delle piadine?” Oppure a “vincere al Superenalotto, aprire una fattoria?”), il parapsicologggico (“mi dica tre pregi e tre difetti”), rasentando il marzullianesimo di “Si faccia una domanda e si dia una risposta”.

Da un po’ hai avuto la brutta idea di inserire il blog tra le attività extralavorative, cosi’, per vederne l’effetto. E li’, patatrac, il Dott.Ing. ti va in tilt: un ‘bloc’, ‘ah, si, beh’, “si è un sito, giusto, ah, si”. Vagli tu a parlare di marketing interattivo, di guerriglia marketing, di marketing bottom up, anche solo di Seth Godin. Il nulla. Non sa nulla di marketing, tranne quello che gli ha detto la Rotelle e Affini Scarl al circolo del tennis.

Certo, non bisogna essere per forza marketing alternative guru e sapere cosa sia un blog, per stare alla Pizzettoni Associati, ma pensi, perbaccolina, in certe aziende dove sei stato, semplicemente sono andati all’indirizzo www e hanno sbirciato, e la cosa è piaciuta, e qualcuno ti continua a scrivere, anche solo per scambiare opinioni, o lasciare un commento. Pensi che il blog dovrebbe raccontare di te molto di più di come tieni le gambe accavallate, di come guardi il Dott.Ing., di come muovi le mani, di come racconti la tua vita in una logica da manuale S-P-A-R (situation, power, action, results). Ma la Pizzettoni non coglie, non interessa, sono selezionatori seri, loro.

Finalmente inizia a parlare della Rotelle e Affini Scarl: “E’ un’azienda che esiste da tanti anni, non ha mai avuto una struttura marketing, ma sa, è ora…”
Insomma, ci siamo. Capisci che l’azienda cerca il Deus Ex Machina del marketing, l’oriundo argentino che salvi il campionato, il mago Zurlì che faccia reimpennare le vendite come ai tempi belli. In più, deve avere dieci anni di esperienza nel settore rotelle. “Ma, scusi, perchè mi avete chiamato? E perchè soprattutto avete messo l’annuncio sul giornale? Quante persone ci sono con 10 anni di esperienza nelle rotelle?” Alla fine, confessa. Prima in ordine di importanza vengono le rotelle, poi viene il marketing. Si, allora per quello che vuole l’azienda va bene anche un venditore di lungo corso. Insomma, sei tu che consigli l’agenzia di selezione su quale figura cercare per fare bella figura.

Ti verrebbe da dirgli la verità: cioè “la Rotelle e Affini non ha bisogno nè di 10 anni di esperienza rotellica, nè di un guru del marketing vecchio stile. Avrebbe bisogno di qualcuno che con umiltà faccia parlare tra loro i clienti, gli operai, i disegnatori tecnici. Le risposte e le domande sono già tutte dentro la Rotelle e Affini. Basterebbe cercare e ascoltare. A questo servirebbe, là, il marketing.”
Ma sarebbe decisamente troppo. Terrai queste considerazioni per quando aprirai la tua Pizzettoni Associati. Che però, seguendo i consigli di Giusec, chiamerai Reesemayer Shannon Belt. (Ok, tratta dal libro che stai leggendo) E quando avrai bisogno di persone, farai una ricerca su Linkedin

“Arrivederci Dott.Ing.De Fichis” “Arrivederci, dott.Peone, mi raccomando, ci aggiorni se cambia lavoro” “Certo, non mancherò”.
Esci e prendi un gelato. C’è il sole, sudi e sei contento di esserne fuori.