Perché “minimarketing”? Il manifesto.

Caro lettore,
per non deluderti dovrei dirti che per scegliere questo brand ho selezionato un focus group al quale ho sottoposto eccetera eccetera, ma, confesso, in realtà ho solo mischiato un po’ le parole minimarket, marketing, minimale. Eppoi il dominio era libero, ed ecco tutto.
Il tutto per farci un blog che tenterebbe, nei ritagli di tempo, di far evaporare un po’ di blablabla del marketing ufficiale e di promuovere il verbo dell’underground marketing, che inocula,per pura passione, dosi di marketing ecologico (o sostenibile o neo marketing) in cose, luoghi, umani e animali vari che ne avrebbero certo fatto volentieri a meno.
Gli effetti potrebbero essere solo collaterali ma, per male che vada, ci si diverte e ci si conosce.
Una blografia aggiornata si trova su marketingroutes.com.

Post Scriptum: dopo qualche mese il blog si è imbizzarrito, va per conto suo, non risponde ai comandi del creatore. A vostro rischio e pericolo, quindi. Ah dimenticavo la tiretera: questo blog non ha nè scopo nè risultato che possa definirsi lucro -le Google Adwords danno solo colore e folklore- e non è minimamente una testata giornalistica -c’erano dubbi?- eccetera eccetera, e che le mie opinioni non sono quelle della mia azienda, del mio cane, e nemmeno di altre persone che conosco, anzi di solito sono esattamente il contrario.